la piu' forte / den starkare

.LA PIU' FORTE/ DEN STARKARE di August Strindberg-Omaggio a INGMAR BERGMAN

 

L'Associazione Culturale KAOS con il Patrocinio dell'Ambasciata Svedese a Roma e del Comune di Roma presenta:

LA PIU' FORTEdi August Strindberg Omaggio a Ingmar Bergman e al film Persona

Regia di Emanuela Ponzano

Con: Giulia Mombelli , Emanuela Ponzano e Francesca Golia e la voce narrante di Ingmar Bergman: Stefano De Sando

Ombre: Virginie Ransart

Musiche: Davide Mastrogiovanni

Scenografia: Cristina Gaetano

Costumi: Sabrina Chiocchio

Luci : Michela Mirabucci

Assistente alla regia: Cristina Manni

Fotografia della Mostra Spettacolo: Michela Alessia Marcato - Studio Sensiso

Tecnico Luci: Paolo MeglioRegia del video (film Riflessi):Emanuela Ponzano

Direttore della fotografia del film: Gianni Mammolotti

Operatore film: Marina Kissopoulos

Montaggio film: Stefano Salvatori

Produzione: KAOS

Collaborazione amichevole di Igor Mattei e Elena Sbardella

Si ringrazia la ditta Annamode per i Costumi, Giuseppina Volpicelli per la Marionetta dello spettacolo.

 

LA PIU' FORTE:

Lo spettacolo é un omaggio alla figura femminile e al maestro dei volti e dell'intimità Ingmar Bergman.Il testo base e centrale è il testo teatrale “La più forte” di August Strindberg che interpretano le due attrici.La signora X e la Signorina Y. Le due donne (di cui una sceglie di rimanere muta), oltre ad essere “amiche”, sono anch’esse due attrici. Uno specchio, l’una l’anima dell’altra.Chi è la più forte? Perché la più forte e per chi, per cosa? Perché tra due donne c’è molto spesso competizione? Perché la loro rivalità si concentra sull’interesse comune per lo stesso uomo? O è solo un palliativo, un pretesto?Ecco che la Maschera (dal latino Persona, e film di Ingmar Bergman ispirato a Strindberg), simbolo del teatro, dell’attore viene sottolineato dall’autore. Teatro nel teatro e quindi riflessione sull’identità, su quello che siamo, che pensiamo essere e quello che appariamo. . In questo modo tutto lo spettacolo permette di entrare nella sfera del non detto, del proibito, dell’inconscio, della paura ma anche in quella delle speranze. A cosa serve il Teatro se non a farci riflettere e a rimandarci di continuo chi siamo, cosa cerchiamo o nascondiamo?

 

Emanuela Ponzano